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Parco Arcobaleno

L’area di coltivazione “Cacciano sud”, nella quale l’attività estrattiva si è prolungata dal 1975 al 1989 e che è ora esaurita ed è stata oggetto del ripristino ambientale che ha visto la nascita del Parco Arcobaleno, è situata nel comune di Masserano, in frazione Cacciano, in una zona collinare limitrofa alla Diga delle Piane sul torrente Ostola, che si estende su un’area di circa 10 ettari, con una quota minima di 286 mslm e una massima di 338 mslm.

È qui che è nata l’idea del polo naturalistico indotto, come naturale evoluzione del polo minerario transitorio. Qui infatti si è coniugata l’attività estrattiva, che continua ad essere attiva come realtà industriale, con un ripristino destinato alla fruizione sociale, e curato nella gestione direttamente da SASIL.

Piramide e sfinge
L’aspetto interessante di tale ripristino è rappresentato dall’aver creato un tessuto verde interno all’area in concessione, che ha permesso l’accesso a zone altrimenti inaccessibili e quindi soggette al naturale degrado ambientale conseguente all’abbandono, dal dopoguerra in avanti, delle attività agro-silvo-pastorali che esistevano in precedenza e che consentivano una sistematica manutenzione.

Questo progetto infatti è stata un’occasione unica per ottenere due obiettivi che a prima vista sembravano tra di loro in contraddizione ma che si sono rivelati essere invece due aspetti strettamente correlati, partecipando attivamente uno alla riuscita dell’altro:

- la valorizzazione dell’ambiente naturale;

- la permanenza dell’attività mineraria.

La convinzione con cui Sasil ha portato avanti la sua attività è piena dimostrazione che la cultura dell’uomo può coniugare l’attività estrattiva con la natura.

L’architettura del ripristino è stata mirata alla comoda accessibilità pedonale, in quanto il Parco, a cui si può accedere liberamente, nel fine settimana è chiuso al traffico motorizzato. Esso rappresenta un raro esempio di oasi di silenzio e tranquillità, con animali al pascolo libero in un ambiente aperto e circondato da boschi.

vista panoramica area Arcobaleno
All’interno dell’area di coltivazione si sono evidenziate isole di particolare interesse, collegate con vari sentieri: un’area palustre per l’introduzione di avifauna acquatica, un’area di brughiera per immissione di selvaggina, un’area boscata per curare e valorizzare specie arboree di particolare pregio e un’area di vegetazione arbustifera rada per mantenere intatta la peculiarità della valenza paesaggistica. Il resto della zona, per lo più incolta o a bosco ceduo è stata oggetto di manutenzioni per renderla fruibile e per sottrarla al degrado naturale dovuto all’incuria. Nelle “zone pic-nic” sono state installate attrezzature fisse, panche, tavoli, barbecue, servizi, fontanili, ponticelli, oltre a percorsi attrezzati, recinti e ricoveri per animali (capre, cavalli, anatre, cani e gatti).

Sono state realizzate anche 3 costruzioni piramidali in legno adibite rispettivamente a museo naturalistico (che illustra le peculiarità del territorio e delle attività in essere), stalla (che ospita 3 cavalli) e servizi igienici.

Il parco Arcobaleno costituisce quindi il baricentro di un crocevia di sentieri che lo collegano ai paesaggi limitrofi (Rive Rosse, “Diga delle Piane” sul torrente Ostola, area umida del Croso) che rappresentano ambienti caratteristici del territorio delle Prealpi Biellesi.

L’area recuperata, denominata “Parco Arcobaleno”, è stata anche portata ad esempio in alcune pubblicazioni specializzate a diffusione europea, come emblema della compatibilità tra attività estrattiva e valorizzazione dell’ambiente naturale (“Valorizzazione a fini agrituristici di una miniera esaurita” - anno 2001 – pubblicazione sul  “Codice di buona pratica ambientale nell’industria Estrattiva Europea”  edito con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio).

Scorcio da sorgente

Dal 2004 inoltre il Parco Arcobaleno è sede della famosa festa celtica di Beltane, organizzata dall’associazione Anticaquercia di Biella, in collaborazione con il comune di Masserano, che richiama numerosi curiosi da tutta Italia e dall’estero. Per info: www.anticaquercia.com

Dal 2009 nella zona cintata adiacente al parco che delimita la Diga delle Piane sul torrente Ostola, di proprietà del demanio, è stata trasferita la sede degli AIB di Masserano, squadra di volontari antincendi boschivi che si occupa di tenere sotto controllo i boschi della zona.

 
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